Un Premio Nobel con molto “senso”

La informazione propriocettiva raggiunge il nostro cervello dai muscoli e dalle articolazioni del nostro corpo. La propriocezione ci racconta la posizione del nostro corpo nello spazio – il feedback ricevuto dai nostri arti e muscoli. Ci aiuta a sapere quando qualcosa è pesante o leggera.
Spesso i bambini con disturbi del neurosviluppo, hanno difficoltà con questo “senso nascosto” e presentano difficoltà di elaborazione propriocettiva che li creano difficoltà per discriminare la quantità di forza o pressione necessaria, e a volte possono rompere oggetti o sbattere porte in modo involontario.
Si tratta di un canale sensoriale troppo spesso sottovalutato che invece a noi appare fondamentale per comprendere alcune alterazioni comportamentali, ma anche per avere consapevolezza del nostro modo di stare nel mondo.
“La nostra capacità di percepire il calore, il freddo e altre sensazioni tattili è essenziale per la sopravvivenza e sostiene la nostra interazione con il mondo che ci circonda. Nella nostra vita quotidiana diamo per scontate queste sensazioni, ma come vengono avviati gli impulsi nervosi in modo che la temperatura e la pressione possano essere percepite? Questa domanda è stata risolta dai vincitori del Premio Nobel di quest’anno.
David Julius ha utilizzato la capsaicina, un composto pungente del peperoncino che induce una sensazione di bruciore, per identificare un sensore nelle terminazioni nervose della pelle che risponde al calore.  Ardem Patapoutian ha utilizzato cellule sensibili alla pressione per scoprire una nuova classe di sensori che rispondono a stimoli meccanici nella pelle e negli organi interni. Queste scoperte rivoluzionarie hanno avviato intense attività di ricerca che hanno portato a un rapido aumento della nostra comprensione di come il nostro sistema nervoso percepisce il calore, il freddo e gli stimoli meccanici. I vincitori hanno identificato i collegamenti critici mancanti nella nostra comprensione della complessa interazione tra i nostri sensi e l’ambiente.

Uno dei grandi misteri che l’umanità deve affrontare è la questione di come percepiamo il nostro ambiente. I meccanismi alla base dei nostri sensi hanno innescato la nostra curiosità per migliaia di anni, ad esempio, come la luce viene rilevata dagli occhi, come le onde sonore influenzano le nostre orecchie interne e come i diversi composti chimici interagiscono con i recettori del nostro naso e della nostra bocca generando odore e gusto. Abbiamo anche altri modi per percepire il mondo che ci circonda. Immagina di camminare a piedi nudi su un prato in una calda giornata estiva. Puoi sentire il calore del sole, la carezza del vento e i singoli fili d’erba sotto i tuoi piedi. Queste impressioni di temperatura, tatto e movimento sono essenziali per il nostro adattamento all’ambiente in continua evoluzione”.

David Julius è nato nel 1955 a New York, negli Stati Uniti. Ha ricevuto un dottorato di ricerca. nel 1984 presso l’Università della California, Berkeley ed è stato borsista post-dottorato alla Columbia University, a New York. David Julius è stato reclutato all’Università della California, San Francisco nel 1989, dove ora è professore.
Ardem Patapoutian è nato nel 1967 a Beirut, in Libano. In gioventù, si è trasferito da una Beirut devastata dalla guerra a Los Angeles, negli Stati Uniti, e ha conseguito un dottorato di ricerca. nel 1996 dal California Institute of Technology, Pasadena, USA. Era un borsista post-dottorato presso l’Università della California, San Francisco. Dal 2000 è uno scienziato presso Scripps Research, La Jolla, California, dove ora è professore. È un investigatore dell’Howard Hughes Medical Institute dal 2014.

Immagini proprietà di © The Nobel Committee for Physiology or Medicine. Illustrator: Mattias Karlén
Tradotto e adattato da:
MLA style: Press release: The Nobel Prize in Physiology or Medicine 2021. NobelPrize.org. Nobel Prize Outreach AB 2021. Sun. 24 Oct 2021. <https://www.nobelprize.org/prizes/medicine/2021/press-release/>

Settimana dell’Equilibrio

Your Balance System – VeDA
Prova a chiudere gli occhi e rimanere su di un solo piede. Non è facile, vero? Immagina come ci si sente a percepire quella stessa sensazione di disorientamento anche se si sta su entrambi i piedi e con gli occhi aperti. L’equilibrio è qualcosa che diamo per scontato quasi sempre, e raramente ci si pensa a questo “senso”, finchè non ci sono difficoltà. A molte persone potrebbe non risultare familiare la parola “vestibolare”; si parla di un sistema integrato nel orecchio interno che invia segnali al nostro cervello per raccontarci quale sia la nostra posizione nello spazio. Probabilmente quasi tutti abbiamo qualche volta vissuto l’esperienza stressante e a volte perfino terrificante di perdere momentaneamente l’equilibrio. Alcune patologie, possono portare ad una perdita graduale o repentina di questo sistema, ma altre volte, il problema può derivare da un ritardo o alterazione  dello sviluppo del sistema nervoso come succede in molti disturbi infantili.  La vita quotidiana – dalla possibilità di giocare a palla o semplicemente fare un giro in torno a casa, fino agli apprendimenti  – ne soffre le conseguenze attraverso una limitazione significativa delle autonomie. Per questo dal 1997, si promuove la Settimana della Consapevolezza Vestibolare, con lo scopo di gettare un pò di luce verso queste difficoltà spesso invisibili. Sia che il risultato delle difficoltà vestibolari si mostri tramite limitazioni del movimento, che tramite l’incapacità di “stare fermi”, sarebbe molto importante sviluppare consapevolezza sulla necessità di sviluppare tali abilità ed empatia nei confronti delle difficoltà sperimentate da queste persone. Dal 19 al 25 Settembre anche noi cercheremo di contribuire a questo scopo. Seguite Neurosviluppo.it  sul sito e su Facebook per ricevere aggiornamenti. Buona settimana dell’equilibrio!!!


Collegamento:
https://vestibular.org/article/what-is-vestibular/the-human-balance-system/

Gli Effetti delle Diete Sensoriali

GLI EFFETTI DELLE DIETE SENSORIALI. UNO STUDIO
Quanto la elaborazione sensoriale sia fondamentale per la regolazione dei comportamenti più complessi non sembra essere compreso ancora, non tanto negli aspetti teorici, quanto nella sua potenzialità.  Nella pratica clinica si osserva in modo estremamente consistente che dedicare tempo ad attività di carattere sensoriale, ciò che alcuni definiamo “dieta sensoriale”, aiuta in modo molto importante alle capacità attentive e alle abilità relazionali oltre che ai veri e propri risultati degli apprendimenti.  Per quanto si tratti di uno studio limitato nel numero di casi, in questa ricerca di Pingale et altri appena pubblicata sul Journal of Occupational Therapy, Schools  and Early intervention, si mostrano i risultati positivi di una “dieta sensoriale”. Manolo Dominguez.

Lo scopo di questo studio era quello di “confrontare l’effetto delle diete sensoriali sull’elaborazione sensoriale dei bambini, sulle abilità psicosociali e sul coinvolgimento in classe con un intervento di controllo di attività motorie o visive non terapeutiche.
Un disegno sperimentale ABCA a soggetto singolo è stato utilizzato con cinque bambini che frequentano la scuola materna fino alla quarta elementare in una scuola pubblica urbana. I ricercatori hanno misurato i comportamenti target individualizzati per ciascun partecipante nelle abilità di elaborazione sensoriale, nelle abilità psicosociali e nel coinvolgimento in classe. I dati sono stati analizzati visivamente e statisticamente.
Le diete sensoriali sembrano aver modificato l’elaborazione sensoriale dei partecipanti, le abilità psicosociali e i comportamenti di coinvolgimento in classe.  I comportamenti target per ciascun partecipante hanno risposto alle diete sensoriali in modo diverso. L’intervento di controllo consistente in “attività viso-motorie non terapeutiche” non ha modificato questi comportamenti.
Sono stati notati cambiamenti positivi e individualizzati nell’elaborazione sensoriale, nei comportamenti psicosociali e di coinvolgimento in classe, per ciascuno dei cinque bambini quando le diete sensoriali sono state somministrate in brevi sessioni durante la giornata scolastica. Mentre non si sono verificati cambiamenti come risposta alle sessioni di intervento di controllo, il che indica che gli specifici aspetti sensoriali dell’intervento potrebbero aver avuto influenza. Serviranno ulteriori studi per confermare  una relazione causale tra diete sensoriali e comportamenti in classe.


Collegamento all’abstract originale dello studio:
https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/19411243.2021.1941492?journalCode=wjot20