Il senso dimenticato: cosa fa davvero il sistema vestibolare — e cosa succede quando non funziona bene
Chiedi a chiunque quanti sensi abbiamo e risponderà cinque. Chiedi cosa fa il sistema vestibolare e probabilmente ti dirà: “l’equilibrio.” Entrambe le risposte sono incomplete. Il sistema vestibolare non gestisce solo l’equilibrio — gestisce attenzione, memoria spaziale, regolazione emotiva, cognizione sociale. È il senso che orienta il cervello nel mondo fisico, e senza di esso anche il pensiero si scompagina. Un nuovo studio su bambini in età scolare lo dimostra con dati che meritano attenzione.
Non solo equilibrio: il vestibolare come sistema di orientamento globale
Il sistema vestibolare ha sede nell’orecchio interno — tre canali semicircolari e due strutture chiamate utricolo e sacculo, che rilevano rispettivamente i movimenti rotatori della testa e l’accelerazione lineare (compresa la gravità). Ma i segnali che produce non restano nell’orecchio: viaggiano verso il tronco encefalico, il cervelletto, il talamo, e da lì raggiungono aree corticali distribuite in tutto il cervello.
Tra i destinatari di questi segnali ci sono l’ippocampo — centrale per la memoria spaziale e la navigazione — e aree prefrontali coinvolte nelle funzioni esecutive. Il sistema vestibolare non è un sensore periferico che informa il corpo di dove si trova: è un contribuente attivo alla costruzione della cognizione. Senza un segnale vestibolare affidabile, il cervello perde un punto di riferimento fondamentale per organizzare l’esperienza nel tempo e nello spazio.
💡 Come funziona il sistema vestibolare
I canali semicircolari (tre per lato, orientati nei tre piani dello spazio) rilevano le rotazioni della testa. L’utricolo e il sacculo rilevano l’accelerazione lineare e la gravità — ci dicono se siamo in piedi, inclinati, in movimento orizzontale. I segnali di questi recettori vengono integrati con quelli visivi e propriocettivi per costruire la nostra rappresentazione del corpo nello spazio. Il vestibolare è attivo ventiquattr’ore su ventiquattro — anche da seduti, anche distesi, anche nel sonno.
Lo studio: bambini con compromissione vestibolare e funzioni cognitive
Van Hecke e colleghi dell’Università di Ghent hanno valutato le funzioni neurocognitive di 15 bambini tra 6 e 13 anni con compromissione vestibolare documentata, confrontandoli con 60 coetanei a sviluppo tipico abbinati per età, lateralità e sesso. Per escludere il contributo della perdita uditiva — spesso associata ai disturbi vestibolari — hanno anche confrontato il gruppo vestibolare con bambini con ipoacusia ma senza compromissione vestibolare.
Il protocollo cognitivo era ampio: inibizione delle risposte, riconoscimento delle emozioni, memoria visuospaziale, attenzione selettiva e sostenuta, memoria visiva, integrazione visuo-motoria. I risultati mostrano differenze significative in tre aree:
🔬 Lo studio in numeri
Campione: 15 bambini con compromissione vestibolare (VI), 60 coetanei tipici (TD), gruppo controllo con ipoacusia (HI)
Età: 6–13 anni
Istituzione: Ghent University, Belgio
Aree con deficit significativi nel gruppo VI:
— Cognizione sociale (p = 0.018)
— Funzioni esecutive (p < 0.01)
— Funzionamento percettivo-motorio (p = 0.020)
Aree senza differenze: attenzione complessa, apprendimento e memoria
Rivista: Journal of Neurology, settembre 2023
Tre aree, tre sorprese
Il deficit nelle funzioni esecutive non sorprende chi lavora con bambini con difficoltà vestibolari: la fatica cognitiva legata alla compensazione posturale continua lascia meno risorse disponibili per pianificare, inibire risposte, gestire la flessibilità. È una conseguenza attesa.
Il deficit nel funzionamento percettivo-motorio è coerente con la letteratura sull’integrazione sensoriale: un sistema vestibolare che non fornisce segnali affidabili compromette la coordinazione visuo-motoria e la capacità di agire con precisione nello spazio.
La sorpresa più significativa riguarda la cognizione sociale. I bambini con compromissione vestibolare mostravano difficoltà nel riconoscimento delle emozioni dai volti — un compito che non sembra avere nulla a che fare con l’equilibrio. Eppure la letteratura suggerisce un meccanismo plausibile: il sistema vestibolare contribuisce alla rappresentazione del corpo altrui nello spazio, alla capacità di simulare internamente il movimento e la postura degli altri. Togliere questa informazione impoverisce anche la cognizione sociale.
🎯 Il sistema vestibolare e i riflessi primitivi: il filo clinico
Nella nostra esperienza clinica con l’INPP, il sistema vestibolare occupa un posto centrale fin dai primissimi mesi di vita. I riflessi primitivi che emergono e si integrano durante lo sviluppo infantile — dal riflesso tonico asimmetrico del collo al riflesso labirintico tonico — dipendono in larga misura dall’input vestibolare per la loro maturazione e integrazione. Un sistema vestibolare che fornisce segnali imprecisi o asimmetrici può compromettere questa sequenza, lasciando attivi riflessi che avrebbero dovuto integrarsi mesi prima. Le conseguenze si vedono nel tono muscolare, nella coordinazione, nella capacità di stare fermi — ma anche, come questo studio conferma, nelle funzioni cognitive e sociali che su quella base si costruiscono.
Un senso sottovalutato nella valutazione clinica
Gli autori sottolineano un punto che vale la pena evidenziare: questo è uno dei primi studi a indagare sistematicamente l’impatto di una compromissione vestibolare sullo sviluppo cognitivo dei bambini. Non per mancanza di interesse — ma perché la valutazione vestibolare pediatrica è ancora poco integrata nei protocolli di valutazione neuropsicologica standard.
Un bambino che fatica a seguire le istruzioni, che sembra distratto, che ha difficoltà a riconoscere le emozioni degli altri, che stanca facilmente durante compiti cognitivi — potrebbe avere una compromissione vestibolare sottostante che nessuno ha mai valutato. Non come unica spiegazione, ma come fattore contributivo che merita di essere escluso o confermato.
Gli autori concludono raccomandando “approcci riabilitativi più olistici, con screening e attenzione per le disfunzioni cognitive, emotive e comportamentali nella popolazione vestibolare.” È una posizione che chi lavora con profili neurodiversi riconosce immediatamente — e che ancora fatica a trovare spazio nei protocolli standard.
Vestibolar Awareness Week: perché questa settimana conta
La Vestibular Awareness Week (13–19 settembre) è nata per sensibilizzare su condizioni spesso invisibili: il bambino che “cade sempre”, che evita le giostre, che sembra perdere l’equilibrio senza motivo apparente, che ha difficoltà a stare seduto composto. Condizioni che vengono spesso interpretate come problemi di attenzione, di comportamento, di motivazione — quando il punto di partenza potrebbe essere un sistema vestibolare che non funziona in modo ottimale.
La ricerca di Van Hecke e colleghi aggiunge a questa consapevolezza un dato preciso: le conseguenze di una disfunzione vestibolare non si fermano all’equilibrio. Si estendono alle funzioni esecutive, alla cognizione sociale, alla coordinazione percettivo-motoria. Il vestibolare non è un accessorio del sistema nervoso — è una fondamenta.
⚠️ Cautela metodologica
Il campione del gruppo vestibolare è piccolo (N=15) — necessariamente, perché le compromissioni vestibolari documentate nei bambini sono relativamente rare e difficili da reclutare. Lo studio è trasversale: non segue i bambini nel tempo e non dimostra causalità. Le misure cognitive utilizzate sono standardizzate ma non specificamente progettate per la popolazione vestibolare. I risultati vanno letti come segnale che giustifica attenzione e ricerca ulteriore, non come conclusioni definitive.
Cosa possiamo portare nella pratica
Per genitori e insegnanti: un bambino che evita sistematicamente il movimento, che ha difficoltà a stare seduto senza aggrapparsi al banco, che si stanca rapidamente durante compiti cognitivi, che fatica a seguire gli altri in un gioco di gruppo — merita una valutazione che includa anche il sistema vestibolare. Non come diagnosi, ma come domanda da porre.
Per i clinici: la valutazione vestibolare nel bambino è ancora poco accessibile e poco integrata nei percorsi diagnostici per i disturbi del neurosviluppo. Questo studio è un argomento in più per spingerla verso il centro del protocollo, non verso i margini.
Il senso dell’equilibrio non è solo quello che ci tiene in piedi. È quello che tiene in piedi tutto il resto.
📚 Fonte
Van Hecke, R., Danneels, M., Deconinck, F. J. A., Dhooge, I., Leyssens, L., Van Acker, E., Van Waelvelde, H., Wiersema, J. R., & Maes, L. (2023). A cross-sectional study on the neurocognitive outcomes in vestibular impaired school-aged children: are they at higher risk for cognitive deficits? Journal of Neurology, 270(9), 4326–4341. DOI: 10.1007/s00415-023-11774-3
Van Hecke, R., et al. (2019). Vestibular function in children with neurodevelopmental disorders: a systematic review. Journal of Autism and Developmental Disorders, 49, 3328–3350. DOI: 10.1007/s10803-019-04059-0

