Il governo britannico investe 10 milioni di sterline in test cognitivi per bambini di 4 anni, mentre le loro abilità fisiche — fondamento essenziale per l’apprendimento — continuano a deteriorarsi in modo allarmante. Sally Goddard Blythe, esperta internazionale di sviluppo neuromotorio, lancia un grido d’allarme basato su 13 anni di ricerche.
C’è un paradosso inquietante nell’educazione contemporanea: mentre chiediamo ai bambini di stare seduti sempre più presto e sempre più a lungo, le loro capacità di farlo — letteralmente, fisicamente — stanno crollando. Non è un’opinione, è un dato di fatto supportato da oltre un decennio di ricerche sistematiche nelle scuole britanniche.
I numeri che non possiamo ignorare
Nel 2004-2005, ricerche condotte su oltre 600 bambini delle scuole primarie in Irlanda del Nord e Regno Unito rivelarono che il 48% dei bambini di 4-5 anni mostrava abilità motorie immature per la loro età. Già allora sembrava una cifra “sconvolgente”, nelle parole di Goddard Blythe.
Tredici anni dopo, la situazione non è migliorata. È peggiorata drammaticamente.
📊 Il declino in numeri (2015-2018)
Ricerca condotta tra 2015-2017 con l’Università di Loughborough (116 bambini) e 2017-2018 su oltre 600 bambini in scuole primarie britanniche, utilizzando il Movement Assessment Battery for Children (ABC-2) e test di screening INPP.
Un aumento di oltre il 30% in poco più di un decennio. Se questi fossero risultati di test cognitivi, sarebbe un’emergenza nazionale. Ma siccome parliamo di “solo” movimento, tendiamo a minimizzare.
Perché le abilità motorie sono importanti
“L’apprendimento non è tutto nella testa”, scrive Goddard Blythe. “È anche un’attività fisica che si basa sul controllo dell’equilibrio per fornire le fondamenta del controllo posturale.”
Questo controllo posturale non sostiene solo la coordinazione, ma anche i centri cerebrali coinvolti nel controllo dei movimenti oculari — necessari per una percezione visiva stabile — e la capacità di stare fermi. Ognuna di queste abilità motorie è coinvolta nella lettura, nella scrittura, nel copiare, nel prendere una palla e nella base fisica dell’attenzione.
🧠 La cascata dello sviluppo neuromotorio
Le abilità motorie non sono “extra” rispetto all’apprendimento — sono il suo prerequisito fisico:
Equilibrio → Controllo posturale → Stabilità della testa → Movimenti oculari precisi → Capacità di seguire una riga di testo, copiare dalla lavagna, mettere a fuoco.
Coordinazione motoria grossolana → Attraversamento della linea mediana → Integrazione emisferica → Abilità di scrittura, lettura fluente.
Coordinazione fine → Presa della matita, controllo del tratto → Scrittura leggibile, resistenza alle attività manuali.
Se le fondamenta sono instabili, tutto ciò che costruiamo sopra è precario. L’immaturità nelle abilità motorie può agire come una barriera alla performance, anche in bambini cognitivamente brillanti.
La finestra critica che stiamo sprecando
La “finestra primaria” per sviluppare le abilità motorie è nei primi 5-7 anni di vita. Sono gli anni in cui l’esperienza fisica combinata con l’interazione sociale agisce come medium per sviluppare le competenze fisiche e sociali che sosterranno l’apprendimento e l’adattamento per tutta la vita.
Alcuni bambini sono pronti a leggere e scrivere a 4 anni. Altri hanno naturalmente bisogno di più tempo. Forzare i bambini in attività sedentarie e valutazioni cognitive prima che abbiano le abilità fisiche per sostenerle non garantisce risultati migliori più avanti. Anzi, rischiamo l’effetto opposto.
🎯 Il paradosso delle politiche educative
Goddard Blythe è diretta nella sua critica: “I 10 milioni di sterline del Ministro sarebbero spesi molto meglio nel supportare e valutare l’alfabetizzazione fisica e sociale dei bambini nei primi anni.”
Mentre investiamo milioni in test cognitivi sempre più precoci, ignoriamo il fatto che un numero crescente di bambini non ha le basi fisiche per affrontare quegli stessi test. È come chiedere a qualcuno di costruire un grattacielo su fondamenta di sabbia, e poi sorprenderci quando crolla.
Gli scettici e la necessità di prendere sul serio i dati
Goddard Blythe riconosce apertamente le critiche che queste ricerche ricevono: non tutte sono pubblicate su riviste peer-reviewed, i test di screening INPP si basano su un costrutto teorico (la persistenza di riflessi primitivi come marker di immaturità del sistema nervoso centrale), le norme degli strumenti standardizzati potrebbero aver bisogno di revisione.
“Tutte queste critiche possono essere valide”, scrive, “ma concentrarsi sulle critiche risulta in un approccio ‘occhio chiuso’ rispetto ai dati che indicano:”
- Lo stesso test di screening sta rivelando un apparente aumento nei segni di immaturità motoria in un periodo di 13 anni
- Un test standardizzato (ABC-2) sta rivelando una tendenza simile, anche se meno acuta
Rivedere le norme di un test standardizzato non risolverebbe il problema. Lo maschererebbe semplicemente.
“Invece di continuare a negare o screditare i risultati di questi vari progetti”, conclude Goddard Blythe, “non è forse giunto il momento che gli scettici commissionino e conducano ricerche indipendenti su larga scala usando gli stessi strumenti di valutazione e strumenti comparativi per verificare o confutare la tendenza che queste indagini indipendenti sembrano rivelare?”
Gli interventi funzionano
C’è anche una buona notizia in tutto questo: i programmi di movimento funzionano. Entrambi i progetti di ricerca citati hanno introdotto programmi di movimento quotidiani nelle scuole (Movement for Learning, Better Movers and Thinkers, INPP Developmental Movement Programme). Entrambi hanno trovato che le abilità neuromotorie dei bambini nei gruppi sperimentali sono migliorate, con i gruppi di intervento che mostrano progressi maggiori rispetto ai gruppi di controllo.
Non servono interventi costosi o complessi. Bastano movimenti quotidiani, strutturati, che rispettino la sequenza di sviluppo naturale. Ma serve tempo, spazio e la volontà di riconoscere che il movimento non è un “extra” dell’educazione — è la sua fondazione.
🌍 INPP e il lavoro di Sally Goddard Blythe
Sally Goddard Blythe è stata Direttrice di The Institute for Neuro-Physiological Psychology (INPP) fino al 2025, un’organizzazione pionieristica nella ricerca e nell’applicazione clinica delle relazioni tra riflessi primitivi, sviluppo neuromotorio e apprendimento.
Il suo lavoro ha influenzato politiche educative e pratiche cliniche in tutto il mondo. Autrice di numerosi libri tra cui “Reflexes, Learning and Behaviour” e “What Babies and Children Really Need”, Goddard Blythe ha formato migliaia di professionisti nell’assessment e nell’intervento neuromotorio.
I risultati preliminari discussi in questo articolo sono stati presentati alla 24° Conferenza Internazionale INPP a Madrid nel maggio 2018, un evento che ha riunito ricercatori, clinici ed educatori da tutto il mondo per discutere le implicazioni dello sviluppo neuromotorio per l’apprendimento.
Se c’è davvero un declino continuo nella preparazione fisica dei bambini all’apprendimento, questo deve essere affrontato come una priorità nelle politiche educative e nella pratica. Non dopo aver valutato le loro capacità cognitive. Non come “attività extra” quando c’è tempo. Prima. Perché senza le fondamenta giuste, tutto il resto rischia di crollare.
📚 Fonte originale
Goddard Blythe, S. (2018). Decline in Children’s Physical Readiness for Learning. Hawthorn Press Blog, 1 maggio 2018.
Link all’articolo: hawthornpress.com
Riferimenti principali citati nell’articolo:
• NEELB (2004). An evaluation of the pilot INPP movement programme. Dept. of Education, Northern Ireland.
• Goddard Blythe SA (2005). Releasing educational potential through movement. Child Care in Practice, 11(4):415-432.
• Goddard Blythe SA (2012). Assessing neuromotor readiness for learning. Wiley-Blackwell.

